Orrori salutari: i benefici dei parassiti Understand article

Tradotto da: Andrea Zuccotto, Giacomo Gasparato, Christopher Petito. Matt Kaplan ricerca gli orrori che dimorano dentro di noi – dovremmo cambiare il nostro modo di vederli?

La testa del verme parassita
è equipaggiata con due anelli
di ganci e quattro ventose
per ancorarsi all’intestino di
chi lo ospita

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concessa da the Institute for
Parasitology, Università di
Berna, Svizzera

La definizione di cosa si intenda per uomo sano è rimasta pressappoco tale per più di cent’anni. Solitamente, i dizionari indicano “buona salute” come uno stato privo di infermità o malattie, ma ricerche condotte nell’ultimo decennio cominciano a mettere in dubbio la definizione classica poiché i risultati di numerosi studi dimostrano che vari organismi causa di malattie hanno un ruolo fondamentale nel controllare la salute di molti animali.

Uno degli esempi più evidenti di ciò riguarda i vermi parassiti Anthobothrium e Paraorigmatobothrium. Come ogni altro verme parassita, traggono il loro nutrimento dal cibo digerito che trovano mentre sono nell’intestino degli animali.

http://www.scienceinschool.org/node/2618#overlay=node/2618/editTuttavia, invece di stare nell’intestino di cani, gatti o uomini, questi vermi passano le loro giornate risiedendo negli stomaci degli squali, rubando i nutrimenti di questi predatori assorbendoli prima che lo facciano gli squali. Mentre piccole quantità di vermi obbligano gli animali che infestano a mangiare più spesso, grandi colonie possono rendere gli animali ospitanti molto malati.

Tuttavia, uno studio di ricerca condotto da Masoumeh Malek all’Università di Teheran in Iran e una squadra di colleghi ha trovato che questi vermi parassiti potrebbero fornire un servizio di fondamentale importanza ai loro ospiti.

Uno squalo
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Dopo aver sezionato 16 Carcharhinus dussumieri trovati nel Golfo Persico e aver rimosso i vermi trovati, la squadra ha confrontato le concentrazioni di diverse sostanze trovate all’interno dei tessuti degli squali e dei vermi. Ha scoperto che i vermi avevano nei loro piccoli corpi, sorprendentemente, da 278 a 455 volte la quantità di metalli tossici (piombo e cadmio) in più rispetto agli squali.

Quindi questi vermi, mentre rubano un po’ di nutrienti dall’intestino degli squali, probabilmente svolgono un compito fondamentale per gli squali fungendo da filtro che protegge i predatori dall’essere avvelenati dai metalli pesanti (Malek et al., 2007).

Scoperte come quelle di questo studio stanno mettendo in dubbio la definizione di parassita. I parassiti dovrebbero prendere ciò di cui hanno bisogno, danneggiare chi li ospita, e non dar niente in cambio. Al contrario, organismi detti mutualisti danno beneficio a chi li ospita e ricevono a loro volta dei benefici; organismi chiamati commensali danno un beneficio a chi li ospita ma non ricevono niente in cambio. Il ruolo che hanno i vermi degli squali, che solitamente sono considerati parassiti, è difficile da determinare. E tale confusione non vale unicamente per i vermi degli squali; molti parassiti che di solito usano l’uomo come ospite sollevano delle domande.

Possiamo usare i parassiti
per addomesticare
l’aggressione da parte del
sistema immunitario?

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La confusione iniziò negli anni ’70 quando John Turton, ricercatore affetto da allergia cronica, allora al Medical Research Council del Regno Unito, decise intenzionalmente di infettarsi con degli anchilostomi parassiti, i Necator americanus. Il suo gesto potrebbe sembrare folle, ma lui sospettava che per qualche ragione avere dei parassiti da combattere avrebbe cambiato il comportamento del suo sistema immunitario e diminuito le sue reazioni allergiche. Eccezionalmente l’esperimento di Turton funzionò, e annunciò al Lancet, un giornale di medicina, che le sue reazioni allergiche si erano ridotte nei due anni in cui i parassiti avevano vissuto dentro di lui (Turton, 1976).

La logica dietro l’esperimento di Turton faceva affidamento sull’idea che le allergie, gli eczemi e l’asma sono reazioni eccessive del sistema immunitario. In normali circostanze il sistema immunitario va alla ricerca di organismi dannosi e li distrugge. Però, in pazienti affetti da allergie, eczema e asma, il sistema immunitario non attacca solo gli organismi pericolosi, ma anche materiali che non rappresentano un pericolo.

Starnutire può essere una
delle conseguenze di un
sistema immunitario
iperattivo

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I vermi, poiché hanno passato milioni di anni venendo attaccati dal sistema immunitario dell’ospite, hanno sviluppato dei meccanismi di difesa per contrastarlo meglio. Uno tra i più efficaci di questi è il rilascio di specifici composti per desensibilizzare la risposta del sistema immunitario ospitante, facendo in modo che quest’ ultimo trovi meno invasori nel corpo, dimodoché sia più difficile per i parassiti essere disturbati.

Indebolire il sistema immunitario potrebbe sembrare una cosa negativa. Fino ad un certo punto è così, particolarmente quando i parassiti ne traggono vantaggio. Tuttavia i ricercatori dell’università di Nottingham nel Regno Unito suppongono che, dopo milioni d’anni d’evoluzione, il sistema immunitario umano sia così abituato ad essere attaccato dai parassiti che, senza la loro presenza, non funzioni a dovere, diventando oltremodo aggressivo quando non sono presenti.

Anche se il lavoro di Turton è stato importante, il suo esperimento ha coinvolto un unico partecipante, sé stesso. Una ricerca attendibile tuttavia richiede studi con molti partecipanti ed esperimenti ripetuti per confermare i risultati. David Pritchard e i suoi colleghi alla Nottingham University School of Pharmacyw1, del Regno Unito stanno cercando di fare proprio questo.

Per anni, la squadra di Pritchard ha osservato la prevalenza di allergie ed asma sia in paesi in via di sviluppo, dove i vermi parassiti sono comuni, che in paesi sviluppati, dove questi sono quasi interamente assenti. Essi hanno confermato i risultati di molti colleghi, che dicono che le allergie sono spesso assenti in regioni dove i vermi sono comunemente trovati nelle persone. Questo può suggerire che i parassiti proteggono le persone da allergie ed asma, ma siccome ci sono molti altri fattori che variano tra paesi sviluppati e non, i quali possono anche giocare un ruolo importante, è quasi impossibile esserne certi.

Asma
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L’unico modo per essere certi se questi parassiti realmente giocano un ruolo nel tenere correttamente funzionante il sistema immunitario umano è di infettare un gran numero di individui che soffrono di allergia, eczema ed asma e monitorare da vicino le loro condizioni per vedere se le loro allergie e asma migliorano col tempo rispetto a un altro gruppo controllo di malati non infettati.

Tali esperimenti con asmatici sono attualmente in corso a Nottingham. Ulteriori esperimenti con i vermi potranno essere giustificati, a seconda di come i pazienti risponderanno al trattamento.

Certamente, anche se la ricerca dimostrerà che i parassiti possono aiutare a trattare condizioni allergiche, rimane la domanda se le persone sarebbero disponibili a seguire le orme di Turton, ingoiando un boccone di larve di vermi come medicina. Fortunatamente, potrebbero non doverlo fare: alla Strathclyde University a Glasgow, una squadra di ricercatori guidata da William Harnett sta sperimentandouna proteina complessa che è creata da un verme parassita (Acanthocheilonema viteae) che infetta i roditori. La loro ricerca suggerisce che anche nell’assenza di vermi, la proteina isolata ha l’abilità di ridurre le infiammazioni allergichew2.

Nonostante sia necessario molto lavoro per comprendere a pieno quale sia l’azione di tale proteina, esiste una potenzialità reale nel provare ad usare proteine da parassiti per controllare condizioni quali allergie, asma ed eczema. Forse le persone troverebbero questa soluzione un po’ più gradevole?

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Author(s)

Matt Kaplan è un giornalista scientifico, con sede sia a Londra, Gran Bretagna, che a Los Angeles, CA, USA, che regolarmente scrive di qualsiasi argomento, dalla paleontologia e parassitologia alla virologia e viticoltura. Quando non è fermo dietro ad una scrivania, fa esplorazioni in regioni remote del mondo. Vedi il suo sitow3.
Per gli articoli di Science in School, Matt rinuncia alla sua solita paga.


Review

Questo articolo è un eccellente introduzione ai differenti tipi di interazione tra organismi e può essere usato in vari modi.

Nell’articolo sono analizzati diversi tipi di parassiti. Dove incontriamo parassiti nella vita di tutti i giorni? Gli studenti potrebbero, per esempio, pensare ad endoparassiti come i vermi nei gatti, cani e pesci rossi o ectoparassiti come zecche, cimici e sanguisughe. In quali sistema di organi si trovano questi parassiti e quali effetti hanno sugli organismi ospitanti?Gli studenti potrebbero investigare i pericoli e gli usi delle sanguisughe nella storia. Potrebbero anche esaminare il ciclo vitale di un particolare parassita e ragionare su come la sua anatomia si è adattata al suo tipo di vita.

L’ articolo prosegue investigando l’ interazione dei parassiti con il sistema immunitario e potrebbe essere usato per introdurre una discussione sul sistema immunitario, ciò che lo compone e la sua regolazione. E quando è lo stesso sistema immunitario a causare problemi? Quanto sanno gli studenti a proposito di asma e allergie? Ne è qualcuno di loro affetto? Quali sono le cause, come possono essere trattate nel lungo periodo queste allergie e come dovrebbero comportarsi gli studenti in caso di emergenza?

Successivamente l’autore introduce l’idea di usare i parassiti o estratti dai parassiti per trattare condizioni allergiche. Quanto sanno i studenti della medicina convenzionale? Forse potrebbero discutere di antibiotici e della resistenza batterica, e se i parassiti potrebbero, in futuro, essere usati come una medicina alternativa o supplementare? Potrebbero anche discutere di come nuovi trattamenti sono sviluppati e testati (vedi Garner & Thomas, 2010).

I trattamenti dovrebbero essere testati solo su volontari, o è forse dovere di tutti i cittadini sottoporsi a tali test? Chi dovrebbe pagare le ricerche e chi ne trae profitto? E’ giusto che le medicine siano brevettate? E sarebbe giusto brevettare sequenze di geni o organismi geneticamente modificati?


Morten Schunck, Danimarca




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