Oltre il buio: un cinguettio dallo spazio Inspire article

Tradotto da Rocco G. Maltese. La missione Rosetta che prevedeva l'atterraggio su una cometa ha portato ad inattesi ed entusiasmanti  traguardi nel campo delle comunicazioni scientifiche.

E’ stato uno di quei rari momenti sottolineati da tutto il mondo, riassunto in 140 caratteri:

Le dita che corrono sui tasti, tweettando il messaggio in 10 lingue, sono quelle di Karin Ranero. Precedentemente interna a Science in School, attualmente lavora come editore del portale web del Centro Aerospaziale Germanico (DLR) e DLR Magazine. Ha anche fatto parte del team incaricato di gestire l’account di Twitter di una delle stelle mondiali del 2014 – non un calciatore, un attore o un cantante, ma una piccola sonda robotizzata chiamata Philae, che e’ giunta dove nessuno e’ mai stato prima: sulla superficie di una cometa.

A Novembre 2014, la popolazione dell’intero globo terrestre teneva il fiato sospeso seguendo il pinnacolo  in tempo reale sul sito web della sonda Rosetta  dell’European Space Agency (Agenzia Spaziale Europea) (ESA)w1,w2 e come si svolgeva la manovra del modulo di atterraggio di Philae alla sua destinazione finale – dopo un viaggio di 10 anni attraverso il Sistema Solare. Cinque milioni di chilometri dalla Terra, il modulo di atterraggio e il modulo orbitante comunicavano tra loro e con i ricercatori sulla Terra. Ma diversamente dal primo atterraggio sulla Luna, molte persone hanno seguito l’avventura di Philae attraverso un canale veramente moderno: Twitter.

Karin è una delle persone del team che ha dato a  Philae la sua voce e la sua anima. “Il  mio lavoro consiste nel mettere insieme un po’ di quello che ho imparato” spiega Karin, che è stata una interna all’Osservatorio del Sud Europa (ESO)w3 prima di andare alla redazione di Science in School, che ha la sede nel Laboratorio di Biologia Molecolare Europeow4. “Ho studiato astrofisica, ma mi sono resa conto che poter comunicare nozioni  di scienze era quello che mi dava più soddisfazione. Volevo imparare come avrei potuto meglio mettermi in comunicazione con le persone, così ho continuato gli studi in psicologia. Dopo aver completato il mio baccalaureato, ho lavorato nel dipartimento  di comunicazioni del Teide Observatory (Instituto de Astrofisica de Canaries) (Istituto di Astrofisica delle Canarie) dove, tra le altre cose, ero responsabile del contributo al progetto del  Liverpool Telescope’s National Schools’ Observatory (Telescopio dell’Osservatorio della Scuola Nazionale di Liverpool). Durante la mia sosta, ho lavorato altresì a stretto contatto coi musei ed è per questo che allora decisi di ottenere il master in studi museali.” Queste esperienze sono tornate utili a Karin nella sua attuale occupazione. “Se spieghi qualcosa che possa attrarre l’attenzione delle persone le quali riescono a  relazionarsi con essa, esse vorranno, alla fine, saperne di più – Philae, ci ha aiutato in questo dato che siamo stati in grado di raccontare questa storia in un modo divertente.

E questo è il perché @Philae2014 è esploso su Twitter, raggiuggendo i 400 000 seguaci, e collezionando anche i rimandi (retweets) dalla US White House (Casa Bianca Americana) e ha fornito gli spunti per i titoli di testa  ai giornali di tutto il mondo.

Questa storia è stata arricchita con l’interazione con quanto si andava raccontando sull’ account di Twitter della navetta spaziale Rosetta, che era gestito dal gruppo di lavoro all’ESA. Karin rivela che i tweet tra Philae e Rosetta assomigliavano a conversazioni tra vecchi amici su una grande avventura – non tra pezzi di metallo nel freddo spazio cosmico, ma esseri pieni di emozioni. “Abbiamo trascorso un periodo molto eccitante lavorando con il gruppo di Rosetta e gli scienziati al Centro di Controllo di Atterraggio DLR (Lander Control Centre). Noi cercavamo di prevedere le conversazioni ma loro  potevano cambiarle  in un attimo.”

In verità, Philae forniva a Karin un linea diretta con il DLR il Centro di Controllo dell’Atterraggio (Lander Control Centre). “In questi momenti di tensione, è importante attendere le istruzioni da parte degli esperti che per primi hanno studiato tutte le eventualità per ciò che stava succedendo. Quando il sistema che regolava gli arpioni di Philae aveva fallito nell’ancorare il modulo di atterraggio alla superficie della cometa, per esempio, Philae rimbalzava e atterrava in una regione molto irregolare ad alcuni chilometri dal suo obiettivo, talvolta Karin disquisiva su come la buona sorte si traveste da cattiva sorte. Philae doveva trasmettere le immagini della struttura ed esaminare un’area che altrimenti non avrebbe potuto essere osservata.

Prima di esaurire le sue batterie, Philae ha inviato una marea di dati tanto da tenere occupati i ricercatori a Terra – e vi potrebbe essere un altro risvolto della storia. “Il sito dell’atterraggio di Philae sarà protetto da radiazioni eccessive,” Karin aggiunge, “Gli scienziati sperano che quando la Cometa 67P si avvicinerà al Sole, Philae avrà abbastanza energia da risvegliarsi – e la aspetteremo. Non dimenticherò mai l’atmosfera al Centro di Controllo Atterraggio (Lander Control Centre) durante l’atterraggio. E’ stato spettacolare, un evento unico nella propria vita, che verrà scritto nei libri di storia, ed è stato un privilegio farne parte.” E grazie a Karin e al suo team, migliaia di persone lo hanno vissuto alla stesso modo. Missione compiuta.

Breve intervista con Karin

Da quando hai iniziato ad interessarti alle scienze? Vi è stato un evento o una persona di particolare  interesse che è poi cresciuto gradualmente nel tempo?

Credo che mi sia interessata alle scienze perché mio padre è un ingegnere, mi ha sempre incoraggiato ad interrogarmi sugli eventi. All’inizio volevo diventare una pediatra, ma col tempo, ho capito che non andava bene per me. Il mio interesse per lo spazio è sorto quando frequentavo le scuole superiori: mi sorprendevano le dimensioni dell’Universo, mi ispiravano la bellezza delle sue nebulose e delle galassie, ed ero impressionata dalla sua violenza. A posteriori ho capito che volevo imparare di più sul nostro posto all’interno dell’Universo. Ho avuto il mio primo telescopio all’età di 17 anni e da allora mi sono sentita coinvolta nelle scienze, non dimenticherò mai la prima volta che ho osservato Saturno con il mio telescopio – da togliere il fiato.

Quale è stato l’evento che più hai apprezzato lavorando nelle scienze? Quali sono gli svantaggi?

A me piace tutto – l’eccitazione di apprendere dalle nuove scoperte, incontrare le persone che stanno dietro a queste scoperte, vedere ripagato anni di duro lavoro, tutto in nome dell’umanità. I progressi scientifici portano ad un miglioramento della nostra qualità della vita e ad una ulteriore comprensione da dove veniamo e dove stiamo andando. 

L’unico inconveniente è quello che a volte mi capita di lavorare nel bel mezzo della notte, per esempio quando vi è stato il lancio. Ma, alla fine, neppure questo è un gran svantaggio, poiché devo dire che è stata un gioia per me, sono estremamente fortunata ad avere un lavoro nel quale imparo tutti i giorni nuove cose.

Raccontaci di qualche momento particolarmente memorabile della tua carriera.

Oh mio…! Ho avuto diversi momenti memorabili nella mia carriera – anche di diversa natura. Nel 2006, mentre stavo lavorando nel campo delle comunicazioni scientifiche all’Osservatorio di Teide (Teide Observatory), ho avuto il piacere di unirmi agli ingegneri spaziali Lester Waugh e Chris Draper, manager industriali della società aerospaziale EADS Astrium, quando sono venuti a Tenerife per testare il sistema propulsivo per la prima missione ExoMarsw5, che doveva essere lanciata nel 2016. Abbiamo condotto vari test sia nei pressi che all’interno dell’Osservatorio, dove le condizioni del suolo sarebbero state simili a quelle di Marte. Quello fu il mio primo vero contatto con dei professionisti delle scienze spaziali. Sino ad allora mi ero dedicata ai telescopi e alle scoperte astronomiche.

Un altro evento da sottolineare è stato quello di essere in grado di partecipare alle attività inerenti all’Anno Internazionale dell’Astronomia all’ESO nel 2009, e in particolare al progetto ‘Il giro del mondo in 80 telescopi’w6, nel quale eravamo collegati in tempo reale con 80 osservatori in tutto il mondo, per una non-stop di 24 ore.

L’ultimo evento da sottolineare nella mia carriera è stato quello di seguire il primo atterraggio del lander della sonda Philae sulla Cometa 67P dal vivo su Twitter! 

Cosa ti piacerebbe fare in seguito?

Per adesso, sono estremamente contenta del posto in cui mi trovo. Nel futuro, mi piacerebbe continuare a lavorare per le scienze e per l’industria spaziale continuando a fare quello che sto facendo – diffondere le meraviglie della Terra e dell’Universo, e far conoscere le persone che stanno dietro a queste scoperte. Nulla mi ispira di più.

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Web References

  • w1 – L’ L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) rappresenta la porta d’accesso verso lo spazio. La sua missione è quella di fornire all’Europa le abilità necessarie alle imprese spaziali e assicurare che gli investimenti nelle scienze spaziali siano canalizzati affinché i cittadini d’Europa e del mondo, ne possano beneficiare.
    • L’ESA fa parte dell’EIROforumw7, l’editore di  Science in School.
  • w2 – La missione Rosetta aveva l’obiettivo di cercare le origini storiche di come si era formato il nostro Sistema Solare studiando uno dei più vecchi e primordiali corpi celesti, una cometa.
  • w3 – L’ ESO è sinora l’osservatorio terrestre più produttivo del mondo con il suo quartier generale a Gerchin vicino Monaco, e i suoi telescopi in Cile.
    • L’Eso fa parte dell’EIROforumw7, l’editore di Science in School.
  • w4 – L’ EMBL è il laboratorio leader per la ricerca di base in biologia molecolare, con il suo quartier generale ad Heidelberg, in Germania.
    • L’EMBL fa parte dell’EIROforumw7, l’editore di Science in School.
  • w5 – C’é o c’é stata vita su Marte? Il programma dell’ESA ExoMars avrebbe dovuto rispondere a questa domanda.
  • w6 – La rassegna sul web del progetto dell’ESO ‘Il giro del mondo in 80 telescopi’, trasmissione in tempo reale il 3-4 Aprile 2009, sono disponibili on line
  • w7 – L’ EIROforum è una collaborazione tra otto delle maggiori organizzazioni di ricerca scientifica intergovernative Europee, che condividono le proprie risorse, esperienze e locali affinché la ricerca scientifica Europea raggiunga appieno le sue potenzialità. Come facente parte delle sue attività esterne ed educative, l’EIROforum pubblica Science in School.

Institution

EMBL, ESA, ESO

Review

Questo articolo descrive come una giovane scienziata abbia seguito l’atterraggio della sonda Philae attraverso la piattaforma del social media di Twitter. Questo articolo può essere usato per incoraggiare gli studenti a considerare di intraprendere una carriera scientifica che non necessariamente implichi il lavoro di laboratorio. Può anche essere utilizzato come introduzione alle scoperte spaziali per incrementare l’interesse degli studenti verso qualcosa che essi possono aver visto nei notiziari.

L’articolo potrebbe formare la base di una discussione sulla tecnologia e le carriere che sono coinvolte nel progetto. Per esempio, gli studenti possono discutere la fotografia, le forze, di come il modulo di atterraggio ha raggiunto la cometa, l’atterraggio, l’energia solare, il sistema di computer che ha gestito il progetto, gli ingegneri impegnati, la scienza dei razzi, la scienza delle comete e come funzionano i sistemi di comunicazione in questi casi. Può anche fornire uno stimolo per un progetto sullo spazio e sull’astronomia.


Mike Sands, Longcroft School, UK




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