Verticali e cravatte: una carriera nell’insegnamento Inspire article

Traduzione di Davide Del Campo. John Watson, il professore che fa le verticali in classe,  ricorda come è arrivato ad insegnare biologia, racconta memorabili momenti dei suoi 38 anni di carriera di insegnante, e spiega come gli scienziati possano contribuire a  motivare…

John Watson

Perché si è deciso a diventare un insegnante di scienze?

Mi è sempre piaciuto lavorare con i ragazzi. Quando ero a scuola, ero diventato un membro molto attivo di un  gruppo teatrale giovanile organizzato dal mio insegnante di arte drammatica. Ci chiamavamo i Pied Piper Players perché sfilavamo  su e giù per il parco o nei quartieri popolari della città per guadagnarci un pubblico e  mettere in piedi uno spettacolo con improvvisazioni e con la partecipazione del pubblico, rappresentando  i personaggi della Commedia dell’Arte.

Dopo l’Università, con un MSc in genetica applicata, mi specializzai come coltivatore di piante o allevatore  di animali. Dopo una rapida ricerca, comunque, l’unico lavoro che trovai fu quello di coltivatore di pomodori, io odio i pomodori! Così decisi di usare la mia formazione in biologia per insegnare, e non ho mai rimpianto la mia scelta.

Ci può raccontare un episodio particolarmente memorabile nella sua carriera?

Qualche anno fa arrivando nella mia classe, trovai un inaspettato ispettore che era venuto a vedere cosa stessi facendo. Ovviamente lo invitai ad assistere alla mia lezione. Stavo spiegando la mitosi, un argomento che mi piace molto, e la lavagna era coperta di disegni. Per dimostrare la separazione dei cromatidi all’anafase, mi piace prendere due cravatte, intrecciarle leggermente e porle sulla cattedra. Le cravatte descrivono una magnifica  forma di “V”, proprio come i cromatidi quando sono tirati verso i poli. Io indossavo una cravatta ma me ne serviva un’altra, e l’unica altra persona nella stanza con una cravatta, era l’ispettore. Gli studenti si divertirono  quando gli chiesi di “spogliarsi” e lui si mostrò  d’accordo con piacere e con un grande sorriso sul viso.

Dimostrare mitosis usando cravatte

Lei si è impegnato nella formulazione di un programma di scienze e nella realizzazione di un libro di testo per insegnare il programma. Può parlarci di ciò?

Attualmente, insegno alla Scuola Europea del Lussemburgo. Le Scuole Europee sono uniche: ci sono insegnanti e studenti di tutti i paesi dell’Unione Europea ed insegniamo scienze in 11 lingue, ma tutti usiamo lo stesso programma. Ovviamente stendere il programma è complicato, e richiede che docenti ed ispettori di differenti nazionalità trovino un compromesso europeo riguardo a cosa dovrebbero insegnare. Personalmente trovo questo processo molto stimolante, sebbene possa essere  lungo e  a volte le discussioni finiscono in circoli viziosi.

Al meeting degli insegnanti di scienze del 1993, abbiamo avuto una grossa discussione su quale tipo di diagrammi usare negli esami di baccalaureato. Decidemmo che l’unica maniera per fare un giusto esame per tutti gli studenti fosse che ognuno producesse i propri diagrammi. Questa idea si sviluppò nel progetto di produrre il nostro intero programma di biologia in forma di diagrammi con annotazioni in tutte le lingue. Abbiamo chiamato il libro Eurobio ed esso è diventato molto popolare (specialmente tra i nuovi insegnanti) ed è usato in tutte le 13 Scuole Europee.

Fin dal 1978, sono stato membro della commissione di biologia, che è il gruppo responsabile della stesura del programma di biologia per le Scuole Europee, e sono stato impegnato nella formulazione e sviluppo del programma per almeno 30 anni.Inoltre ho diretto tutti i corsi di  formazione in servizio per biologi delle Scuole Europee fin dal 1980. Queste responsabilità si sono aggiunte alla varietà e alle soddisfazioni del mio lavoro- ed io credo che i docenti interessati possano, con un piccolo sforzo, mettersi in condizione di dare consigli e perfino prendere parte nello stabilire le linee direttive.

Che  cosa pensa che gli scienziati  debbano assolutamente  sapere delle scienze nella scuola?

La scienza si sta muovendo ad un ritmo tremendo e molte delle sue novità non possono essere riprodotte nella scuola: non c’è abbastanza denaro. Ma se gli scienziati potessero sviluppare semplici simulazioni in modo che noi potessimo insegnare i principi in una maniera coinvolgente e stimolante, qualcuno di questi progressi scientifici troverebbe la sua strada nelle scuole più rapidamente. Un buon esempio è il gioco virtuale del microarray, del Laboratorio Europeo per l’insegnamento delle scienze della vita. In Laboratorio chips di DNA  scoprono le attività  dei geni  rilevando l’mRNA che producono; un gioco virtuale di microarray simula un chip di DNA usando una matita e molte luci coloratew1 con dischi fluorescenti verdi e rossi sotto una lampada UV protetta.

Un altro problema nell’introduzione degli sviluppi della scienza nella scuola è il tempo: gli studenti rimangono a scuola per poco tempo durante la settimana. Così abbiamo bisogno di protocolli che possano essere completati in una o due lezioni.

Se la Comunità Europea le desse il denaro, quale tipo di progetto svilupperebbe per cambiare le cose per insegnanti e studenti?

Volvox!w2 Si tratta di un network di docenti, scienziati, specialisti dell’educazione e divulgatori scientifici, costituito per condividere risorse per l’insegnamento tra i diversi paesi. Esso vuole fornire agli insegnanti di biologia, protocolli di laboratorio, attività in classe sull’impatto sociale delle bioscienze, resoconti delle carriere di giovani scienziati, ed altre risorse per aiutare a motivare insegnanti e studenti. Inoltre ho un’idea di un progetto che porti insieme ricercatori ed insegnanti a sviluppare  protocolli che saranno realizzati in classe con i materiali limitati e con il tempo disponibile. I ricercatori dovrebbero fornire la abilità pratica e gli insegnanti dovrebbero conoscere i limiti di quello che può o non può essere fatto; è così che sono stati prodotti il gioco virtuale del microarray ed altri materiali del Laboratorio Europeo per l’insegnamento delle scienze della vita. Se altri centri di ricerca e Università d’Europa  preparano programmi simili per insegnanti locali, sono sicuro che avremmo molto nuovo materiale in tempi brevi.
 

Il professore che fa le verticali…

Ho incontrato  la figlia di una collega recentemente, fuori dalla scuola. Non è mai stata una studentessa a cui abbia insegnato e quando sua mamma le ha chiesto se mi conoscesse, lei ha risposto, “Si è il professore che fa le verticali in classe”. Quando spiego la peristalsi ad una nuova classe, faccio una verticale e bevo un bicchiere d’acqua “ a testa in giù”.

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Web References

  • w1 – Il laboratorio Europeo per l’insegnamento delle scienze della vita (ELLS) permette ai docenti della scuola di essere ospitati in un laboratorio di ricerca. Con sede presso il Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare di Heidelberg, Germania, ELLS accoglie liberamente i docenti europei per tre giorni di pratica di laboratorio. Le istruzioni per l’array virtuale sono disponibili presso l’ ELLS teaching BASE. Si veda www.embl.org/ells/per ulteriori dettagli.
  • w2 – Per ulteriori dettagli su Volvox si veda www.eurovolvox.org.

Review

Questo è un eccellente articolo per ispirare nuovi insegnanti e per perfezionare l’insegnamento delle scienze. Insegnanti cosi memorabili cambiano le cose non solo nella classe ma anche nei programmi educativi a lungo termine. Insegnare scienze in una maniera eccitante e creativa coinvolge gli studenti e fa loro amare le scienze. Essere un buon docente è come essere un buon attore: un attore che fa partecipare il pubblico allo spettacolo. Bravi docenti come John Watson  stanno lavorando per una migliore educazione globale, per curricula e materiali per l’insegnamento.

Vorrei che  tutti gli insegnanti e gli scienziati fossero fonte di ispirazione per  i loro studenti come John Watson!


Myrto Pouangare, Cipro




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