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Studiando l’atmosfera del SoleTraduzione di Laura Massini
Attualmente in fase di avvio uno speciale programma di ricerca con l’obiettivo di studiare il Sole e la sua influenza sul Sistema Solare. Il programma – sviluppato dalle Nazioni Unite – si chiama International Heliophysical Year (Anno Internazionale Eliofisico)w1 e coinvolge scienziati da tutta Europa. Tra gli argomenti di interesse lo studio dell’atmosfera del Sole – dal momento che al riguardo sono ancora molti i perché sulla “nostra” stella. Una conseguenza dell’alta temperatura della corona del Sole – insieme alla sua alta conducibilità termica – è la sua continua espansione nello spazio. Questa espansione definisce il cosiddetto vento solare, di cui si conoscono due tipi: il vento debole che viaggia a circa 400 km/s e il vento veloce che si muove invece a circa 800 km/s. Attualmente, i meccanismi di accelerazione e la localizzazione dei due tipi di vento solare non sono realmente compresi, ma sono in fase di studio.
Sono in corso degli studi per determinare come viene trasferita l’energia dal vento solare all’atmosfera terrestre e per verificare come il vento solare interagisce con i pianeti senza un campo magnetico proprio. Ad esempio, la missione Venus Express (Espresso Venere) è attualmente in orbita attorno al pianeta Venere e sta misurando l’erosione dell’atmosfera del pianeta dovuta al vento solare. La forma più scenica dell’attività che avviene a livello dell’atmosfera del Sole è rappresentata dalle enormi eruzioni di plasma e campo magnetico conosciute come espulsioni di massa coronale o CME. Scoperte originariamente negli anni ’70, è stato mostrato da allora che la loro frequenza varia ciclicamente (fenomeno conosciuto come ciclo solare): le CME avvengono almeno una volta ogni tre giorni, fino ad un massimo di tre o cinque volte al giorno. Queste eruzioni possono essere dirette verso la Terra e, così come per il vento solare, una relazione con il campo magnetico della Terra è stata ipotizzata e verificata. In queste condizioni, le conseguenze osservate sulla Terra sono molto evidenti, talvolta gravi, a partire dal fatto che il riscaldamento e l’espansione dell’atmosfera terrestre comportano un cambiamento delle orbite dei satelliti. Il reale effetto delle CME rende il fenomeno così interessante da studiare che ci sono attualmente flotte di veicoli spaziali intenti ad osservare Sole e Terra. La causa delle espulsioni CME è ricollegabile ai campi magnetici del Sole, che sono a lora volta creati da correnti elettriche all’interno di quello che è anche definito come dinamo solare, nella profondità del centro della stella. Fasci di campi altamente concentrati si inalzano ed emergono attraverso la fotosfera e si estendono fino a dentro la corona. Questi campi magnetici sono continuamente introdotti nell’atmosfera e si pensa che le CME forniscano un mezzo per rimuoverli ed evitarne l’accumulo. Sono in corso studi in merito con le missioni spaziali quali SOHO, TRACE, STEREO e Hinode, al fine di monitorare il cambiamento nel tempo delle strutture dei campi magnetici. La missione STEREO comprende due veicoli orbitanti attorno al Sole in modo che possano allontanarsi dalla Terra nello spazio (un’orbita è leggermente più vicina al Sole che alla Terra, e una leggermente più esterna). Questo significa che i due veicoli spaziali vedono il Sole da due diverse posizioni dello spazio e così come due occhi danno un senso di profondità e prospettiva, così la missione STEREO sta dando una visione 3D delle strutture magnetiche che eruttano (vedere l’immagine in fondo alla pagina 53). La visione 3D è in uso per cercare di capire la fisica dell’eruzione usando le conoscenze sulla struttura dei campi magnetici. STEREO sta inoltre aiutando a valutare quali CME andranno a interagire con la Terra. Questa possibilità di prevedere le eruzioni CME è di grande aiuto per gli operatori di satelliti e organizzazioni che operano nel settore delle reti elettriche: ad esempio, le orbite dei satelliti potrebbero essere attentamente monitorate quando si prevede che delle CME possano colpire la Terra. La missione Hinode è l’equivalente del Telescopio Hubble Space per il Sole e sta favorendo lo studio dell’evoluzione nel tempo delle immense strutture magnetiche dell’atmosfera con grande precisione. Si pensa che il solo modo per ricavare sufficiente energia per espellere i miliardi di tonnellate di materiale solare che costituiscono una CME sia attraverso l’energia immagazzinata nei campi magnetici distorti e attorcigliati. Hinode sta misurando il grado di attorcigliamento del campo e i risultati stanno per essere combinati con quelli della missione STEREO. Una volta capito perché le eruzioni CME avvengono, potremo eventualmente iniziare a predire quali strutture magnetiche emergeranno ed infine quali avranno gli effetti più evidenti sulla Terra.
Riferimenti sul web w1 – Per ulteriori informazioni circa l’Anno Internazionale Eliofisico (2007-2009), vedere: http://ihy2007.org/ and www.sunearthplan.net
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