L’avanzata dell’irrazionalità: Scienza, Democrazia e il nuovo Fondamentalismo, di Dick Taverne Inspire article

Tradotto da Cristina Florean. Le basi della civiltà democratica occidentale sono a rischio, sostiene Dick Taverne. Fin dall’Illuminismo, il progresso materiale e sociale della nostra società si è basato in gran parte sulle conquiste della scienza e sulla libertà degli scienziati di porre…

Eppure, dei gruppi di persone sempre piu’ influenti sembrano rifiutare entusiasticamente il metodo scientifico e le argomentazioni basate sui dati di fatto, al fine di promuovere i propri obiettivi. Attivisti dei diritti degli animali costringono università a chiudere laboratori che conducono della ricerca fondamentale. Eco-guerrieri moralisti boicottano indiscriminatemente le sementi geneticamente modificate. La medicina alternativa viene messa allo stesso livello di quella basata sulla scienza. Molte persone, non solo ignorano le realtà scientifiche, ma non vogliono nemmeno prenderne conoscenza, orgogliosi persino della loro ignoranza. Cosa causa questa sfiducia nella scienza e negli scienziati, e quanto gravi ne sono le conseguenze?

L’avanzata dell’irrazionalità è il grido di guerra di Taverne contro quello che egli chiama l’anti-scienza, la sistematica e deliberate scelta di ignorare i dati di fatto nel confronto con questioni di natura scientifica nella società. Da politico, Taverne comprende di prima mano il processo decisionale governativo. Egli prende in considerazione uno dopo l’altro lo sviluppo delle pseudo medicine, l’opposizione alle sementi geneticamente modificate, la moda dei prodotti biologici e le critiche alla globalizzazione, quindi egli mette in luce le argomentazioni non scientifiche (a volte vere e proprie falsità) usate dai piu’ vociferanti attivisti, dalle organizzazioni non governative e dai media, e denuncia  la loro crescente influenza.

Le preoccupazioni di base dei “nuovi fondamentalisti” possono essere ben legittime, e le loro intenzioni lodabili, ma essi non vogliono scendere a compromessi e hanno un atteggiamento dogmatico. Demonizzano gli scienziati come persone spinte dal guadagno e materialiste, alimentando le loro argomentazioni con le paure e l’ignoranza della società. Spinti da un prepotente eroismo morale, la loro convinzione è che la “natura sa sempre cosa sia meglio”. Dobbiamo allarmarci di fronte alla scelta di tante persone di usare inoffensive rimedi omeopatici, quando i loro effetti non sono stati clinicamente provati? Probabilmente no, ma il rifiuto della medicina convenzionale è una brutta china, che porta ad aberrazioni come il diniego del presidente Sudafricano Thabo Mbeki della trasmissibilità per via sessuale del HIV/AIDS. Il rifiuto da parte di alcuni genitori di far amministrare al proprio figlio il vaccino per morbillo, parotite e rosolia, pur mancando evidenze della sua dannosità, ha messo a rischio la salute di tutta la società. Allo stesso modo, gli oppositori irremovibili delle coltivazioni geneticamente modificate e della globalizzazione a volte non si rendono conto di tutte le conseguenze nefaste delle loro battaglie.

Ci si puo’ chiedere pero’ se Taverne stesso non pecchi di “irrazionalità”. Le sue dichiarazioni sono audaci e appassionate, e a volte manca di quella sobrietà necessaria per convincere chi non è già convinto. Il suo tentativo di argomentazione filosofica è sicuramente troppo breve per essere totalmente convincente, e il suo sommario disfarsi del filosofo illuminista Jean-Jacques Rousseau come di un “nemico della ragione che si è rivelato l’ispirazione per il regime del Terrore” implora moderazione. Il libro tratta non tanto della correttezza tecnica della conoscenza scientifica, quanto dell’interfaccia tra scienza ed etica, e in questo campo la ragione da sola non puo’ fornire la ricetta per la verità. Inevitabilmente, il libro invita al dibattito, e molte delle asserzioni di Taverne hanno piu’ l’aria di opinioni personali che di verità oggettive raggiunte attraverso il ragionamento.

Tutto sommato, “L’avanzata dell’irrazionalità” è una lettura stimolante ed accessibile, agevolmente al livello di studenti di scuola secondaria. Gli argomenti che solleva dovrebbero stare a cuore ad ogni cittadino a tutto tondo. La sua tesi centrale – cioè che la scienza non sia solo un insieme di conoscenze tecniche, ma anche e forse soprattutto un metodo di indagine- è sicuramente ispiratrice. L’irritazione causata dalla schiettezza e soggettività delle opinioni di Taverne deriva solo dal fatto che il lettore viene spinto a definire le sue posizioni sugli argomenti discussi. Ma questo è, probabilmente, proprio il tipo di atteggiamento che Taverne si sforza di incoraggiare.

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Editore: Oxford University Press
Anno di pubblicazione: 2005
ISBN: 9780192804853

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