Dalla scienza coinvolgente alle storie coinvolgenti Inspire article

Tradotto da Rocco G. Maltese. Da una carriera scientifica al teatro: come Ben Lillie racconta i fatti dietro le quinte delle scienze.

Due fisici entrano in un bar e decidono di mettere su uno show. Può sembrare l’inizio di uno, ma descrive esattamente gli inizi di Story Collider, una serie di show nei quali persone di scienza ci raccontano i retroscena delle loro ricerche. Il progetto iniziò allor quando Ben Lillie e Brian Wecht, due fisici delle particelle si esibirono per la  platea di New York, USA, con una performance tra la commedia e un insieme di storie personali dalle loro professioni nelle scienze.

Ben Lillie
Immagine per cortesia di EMBL Photolab/Hugo Neves

Sembra che vi sia una sete per le storie che Ben e di Brian iniziarono a raccontare cinque anni fa. Story Collider è ancora molto popolare, con trasmissioni regolari per il pubblico sia degli USA che di tutto il mondo, anche col il podcast e i video nel sito internetw1. All’interno di queste storie, si può osservare l’interesse dei fondatori di come le scienze possano forgiare le persone. “Viviamo in un  mondo di scienza ed è già eccitante di per se stesso, ma ha cambiato anche il modo con il quale ci vediamo e osserviamo il mondo”, così dice. “una delle missioni dei nostri show è quello di rivelare il lato umano delle scienze. 

Un percorso non comune

Nei passati cinque anni, Ben e il team di Story Collider hanno raccolto delle storie incredibili di ricercatori e di altre persone che lavoravano nel mondo delle scienze. Tra queste vi sono storie affascinanti – e molto varie – di come i ricercatori sono divenuti scienziati.

“Uno dei miei favoriti è Stuart Firestein,” dice Benw2. Professore di neuroscienze, Firestein ha trascorso i suoi 20 anni lavorando come manager di teatro, concentrandosi sul teatro Brechtiano,  focalizzato sull’analisi di ciò che succede intorno a noi coinvolgendo gli spettatori come parte della commedia stessa. All’età di 30 anni, Firestein capì di essere un manager terribile, e perciò ritornò all’università e cominciò a studiare neuroscienze, che Ben descrive così  “è successo come nel teatro di Brecht realizzando però, esperimenti”.

Quando Firestein, che recentemente è andato in pensione dal dipartimento di biologia dell’Università Columbia, USA, ha iniziato ad insegnare nelle classi di neuroscienze di primo livello, si è reso conto di stare ancora a raccontare delle storie di cose che erano già note, mentre nella ricerca ti concentri su cose che ancora non conosci. “Così disse, ‘Lasciatemi insegnare questo’,” spiega Ben. Firestein, iniziò un seminario di tre settimane che chiamò “ignoranza”, nel quale invitava i suoi colleghi a spiegare qualsiasi cosa che, nei loro campi, non conoscevano. I loro contributi divennero un libro con il titolo Ignorante, dove si racconta come  l’ignoranza condiziona la scienza; per Ben questo esemplifica come l’esperienza teatrale di Firestein ha modificato profondamente la sua prospettiva sulla ricerca.

Ponte tra scienza e umanità

La carriera di Firestein rispecchia in modo interessante quella di Ben. Dopo aver studiato inizialmente teatro all’università, Ben rapidamente cambiò corso, ottenendo il suo diploma di baccalaureato in fisica presso il Reed College e successivamente il PhD in fisica teorica presso la Stanford University, negli USA. Però oggi, Ben non sta in laboratorio ad analizzare dati. Invece, lavora nel distretto dei teatri nella City di New York e attorno al mondo. “Mi sono reso conto che ciò che desidero realmente è quello di parlare delle persone,” dice Ben. Così ha barattato l’acceleratore di particelle con il Story Collider.

“Le scienze e le arti hanno molte cose in comune,” dice Ben Lillie. “Ma sono egualmente affascinato dalle differenze”. Si dirà che ‘nelle scienze e nell’arte bisogna essere creativo,’ che è una frase vera, ma a entrambe non si addice la stessa definizione  di creatività. Il tipo di creatività di cui hai bisogno è differente.

Ben è certo che le scienze possano beneficiare dalle arti e viceversa. “I grandi scienziati tendono ad avere una vasto panorama di interessi. Vi è una divertente statistica effettuata su tutta la popolazione scientifica, il numero di coloro che suonano un qualche strumento musicale, proporzionalmente, risulta maggiore proprio sui premi Nobel.”  Vi sono anche campi in cui le rappresentazioni visive sono molto efficaci, come l’astronomia e la biologia.

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Immagine per gentile concessione di Lestat (Jan Mehlich); fonte dell’immagine: Wikimedia Commons

Ben pensa che, la miscela di scienza e cultura non è limitata a specifici collegamenti, come ha spiegato descrivendo una sua recente visita ad una galleria d’arte. “Stavo camminando ad una mostra visiva sulla musica e sulla nostalgia, e ho trovato sullo sfondo una gigantografia del Campo Profondo di Hubble (Hubble Ultra Deep Field). Che cosa ci faceva lì?. Andando avanti mi accorsi, che non era l’Hubble Ultra Deep Field; l’artista aveva preso delle luci di scena dall’ultimo concerto di un musicista ormai morto e le ha combinate in modo che sembrassero delle galassie come si vedono dal Telescopio Spaziale Hubble. Quello che colpiva era che la rappresentazione non apparteneva alla scienza-arte; l’artista aveva bisogno solo di una immagine e quella che aveva raccolto era stata una immagine astronomica. Quello rappresentava per me un segno del successo di poter prelevare la scienza dal suo contesto e metterlo in quello della cultura più in generale, cioè quando la scienza si mostra in contesti nei quali uno non si aspetterebbe di trovare.” 

Ottenere l’attenzione dell’uditorio

“Il nostro scopo è quello di raccontare delle storie che normalmente non si conoscono,” Ben dice, e sebbene le competenze per esibirsi su un palcoscenico e per insegnare non siano precisamente le stesse, vi sono alcuni trucchi che si possono utilizzare utilmente con entrambe. Raccomanda “inizia nel mezzo di una azione,”. “Inizia con una domanda, inizia con una cosa misteriosa e lentamente comincia ad esplorarla.” 

Egli, per seconda cosa aggiunge di presentare a piccole dose le informazioni cruciali quando se ne presenta la necessità. Se fosse necessario spiegare cosa sia il ‘dilitio’, lo si può fare creando un alone di mistero attorno ad esso – ma assicurarsi di spiegare cosa sia prima che diventi importante.

Infine, Ben suggerisce che, creare quanta più distanza possibile tra l’alone di mistero e la soluzione è la chiave per tenere viva l’attenzione dell’uditorio. “Se questo sia un buon metodo nell’insegnamento, questo non posso realmente dirlo.” Dice Ben cautamente, “ma è un gran espediente adottarlo in un film o in uno spettacolo di intrattenimento. Se sei in possesso di un mistero che puoi mantenere nascosto a lungo svelandolo poco a poco, sicuramente si terrà vivo l’interesse degli spettatori.”

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Web References

Resources

  • Vi sono molti video on line riguardanti le conversazioni di Ben, incluso this talk on the impact of personal stories.
  • Eva Amsen, La Direttrice di Divulgazione di F1000Research, è particolarmente interessata alle analogie tra musica e scienze e ha descritto i suoi lavori di ricerca come quando realizza un documentario sulle persone che sono sia musicisti che scienziati. Potrete seguire questi lavori sul suo blog.

Author(s)

Jose Viosca è un neuroscienziato che si è reinventato un divulgatore scientifico interessato alle persone, all’educazione delle scienze e qualsiasi argomento che catturi la sua attenzione. Potete raggiungerlo su Twitter: @jviosca

Laura Howes è una degli editori di Science in School. Ha studiato chimica all’Università di Oxford, UK, e quindi si ha raggiunto una società rivolta alla didattica in U.K. iniziando a pubblicare I suoi lavori scientifici e di giornalismo scientifico. Nel 2013 Laura è emigrata in Germania al Laboratorio di Bilogia Molecolare per associarsi a Science in School.


Review

Contrariamente all’opinione popolare, la scienza come l’arte, è un soggetto creativo. Gli scienziati possono utilizzare le loro conoscenze per creare una storia di un processo investigativo per scoprire l’incognito. Questa intervista con Ben Lillie ci spiega come egli stia cercando di portare le scienze a un più vasto pubblico interessandolo mediante storie intriganti raccontate da scienziati. Poichè le scienze permeano tutto ciò che sta intorno a noi e non dovrebbe essere separato dalla vita reale quotidiana. Il sito web di  Story Collider contiene più di 150 podcast di scienziati di grande ispirazione comprendente storie tragiche e comiche dei loro eventi personali che hanno forgiato le loro carriere. Queste brevi storie dovrebbero essere l’ideale per spiegare agli studenti che non tutti gli scienziati seguono delle strade convenzionali e che gli eventi della vita possono influenzare le loro carriere e le loro ricerche. Potrebbe rivelarsi di grande valore approfondire le proprie conoscenze di questi podcast e poter poi affrontare una discussione sulle scienze e sulle carriere scientifiche.


Shelley Goodman, UK




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