|
Categories:
Topics:
Tools
Esplorazioni spaziali: ritorno alla LunaSubmitted by celius on 17 January 2011
Tradotto da Daniela Caleppa
Negli anni Sessanta e Settanta, il programma “Apollo”, la missione sovietica “Luna” e quella Statunitense “Surveyor”, entrambe senza equipaggio, si sono concentrate sulla superficie della faccia visibile della Luna ed hanno lasciato aperte molte questioni fondamentali, in particolare:
Nel 2004 il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush diede istruzioni alla Nasa affinché ritornasse sulla Luna per costruire un avamposto permanente sulla superficie lunare, come parte del suo progetto generale di esplorazione spazialew3. Successivamente, quattordici tra organizzazioni ed agenzie spaziali si accordarono su una strategia di esplorazionew4 che abbracciava la teoria statunitense ed i progetti di altri Paesi, tra cui, ad esempio, la Gran Bretagnaw5.
Nell’aprile 2008 fu lanciato l’orbiter indiano Chandrayaan-1, per cercare una risposta a molte delle questioni lasciate aperte dal Kaguya . In più, il Chandrayaan-1 trasportava strumentazione radar, che permise agli scienziati scrutare dentro ai crateri scuri vicino ai poli lunari. Queste misurazioni radar suggerirono che era presente dell’acqua ghiacciata nel polo Sud lunare. Ciò trovò conferma nel 2009, quando l’orbiter statunitense LRO fece esplodere un razzo, l’impactor LCROSS, in un cratere del polo Sud lunare: la strumentazione dell’orbiter rilevò la presenza di acqua ghiacciata nei detriti che furono sbalzati nello spazio dall’esplosionew6, w7. I dati dell’orbiter LRO mostrarono anche il punto dove si era fermato, 37 anni prima, un veicolo lunare sovieticow8. Queste missioni recenti hanno cercato, in qualche modo, una risposta agli interrogativi lasciati irrisolti negli anni Settanta; esse hanno reperito informazioni sulla composizione chimica di una porzione più estesa di superficie lunare ed hanno trovato tracce della presenza di acqua ed altre risorse, che potrebbero trovarsi nel freddo, scuro polo Sud lunare (con temperatura inferiore a 100 K). C’è ancora molto da scoprire: molte delle mappe generate dagli orbiter giapponesi, cinesi, indiani ed americani sono ancora in fase di elaborazione.
Le risposte a questi interrogativi potranno essere ottenute grazie all’utilizzo di lander , robot in grado di atterrare sulla superficie della Luna, sostarvici per lunghi periodi di tempo e misurarne direttamente le proprietà delle polveri, delle rocce e dell’ambiente (studiando, ad esempio, i terremoti lunari). A differenza delle missioni senza equipaggio umano degli anni Sessanta e Settanta, le future missioni con lander dovranno esaminare l’intera superficie della Luna, condurre studi scientifici, trovare i posti migliori per la costruzione di basi e trasmettere i dati via radio direttamente alla Terra.
Sebbene i progetti statunitensi di esplorazione spaziale (con la costruzione entro il 2020 di una base lunare abitata) siano affascinanti, la NASA ed il governo degli Stati Uniti hanno recentemente stabilito che il loro costo non è sostenibile. Ci saranno, invece, missioni lunari robotiche, che caratterizzeranno l’ambiente della Luna e mapperanno le risorse disponibili, fornendo una rotta più logica, veloce ed abbordabile, in grado di garantire una presenza sostenuta sul suolo del nostro vicino più prossimo. Anche se, probabilmente, passerà ancora un po’ di tempo prima del tredicesimo sbarco dell’uomo sulla Luna, le missioni robotiche sono la chiave per accorciare le distanze. E proprio questa è la più duratura eredità delle missioni Apollo. Riferimenti bibliografici Hodge R (2006) The sky’s the limit. Science in School 1: 70-71. www.scienceinschool.org/2006/issue1/baker Fonti sul web w1 – Per saperne di più sul programma di osservazioni terrestri dell’Agenzia Spaziale Europea e sul satellite CryoSat-2, che studia gli effetti del riscaldamento globale, si veda: www.esa.int/esaEO w2 – Per saperne di più sulla missione dell’ESA Smart-1, si veda: www.esa.int/SPECIALS/SMART-1 w3 – Per saperne di più dei progetti statunitensi di esplorazione spaziale, si veda: http://history.nasa.gov/sep.htm w4 – Per maggiori informazioni sulla strategia globale di esplorazione, si veda: www.globalspaceexploration.org w5 – Il report del 2007 redatto dal gruppo di lavoro britannico che si occupa delle esplorazioni spaziali può essere scaricato dal sito internet dell’Agenzia Spaziale della Gran Bretagna (www.bnsc.gov.uk) o tramite link diretto: http://tinyurl.com/3xe8vr7 w6 – Per leggere l’articolo “NASA ‘ecstatic’ after LCROSS impact reveals water on moon”, si consulti il sito internet di The Guardian (www.guardian.co.uk) o si usi il link diretto: http://tinyurl.com/ylmb6pm w7 – Per maggiori informazioni sulla missione LRO, si veda: http://lunar.gsfc.nasa.gov w8 – Per saperne di più sul rover lunare sovietico recentemente scoperto, si veda il sito internet di Science Daily (www.sciencedaily.com) o si usi il link diretto: http://tinyurl.com/yfbzjcv w9 – L’ ESA invita l’industria a presentare piani per una missione lunare con lander. Per maggiori informazioni, si consulti il sito internet dell’ ESA (www.esa.int) o si usi il link diretto: http://tinyurl.com/2utzaq7 w10 – Surrey Satellite Technology è specializzata nella progettazione, costruzione e nel lancio di piccoli satelliti. Si veda: www.sstl.co.uk Fonti Per maggiori informazioni sul programma Apollo, si veda:
In occasione del quarantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, BBC Radio 4 ha presentato la storia del progetto britannico MoonLITE, le ambizioni ed i risultati ottenuti dalle altre nazioni. Si veda: www.bbc.co.uk/programmes/b00lnycv Se ti è piaciuto questo articolo, potrai apprezzare gli altri articoli di Science in School sulle scienze spaziali. Si veda: www.scienceinschool.org/space Adam Baker lavora per la Virgin Galactic come responsabile della sicurezza, mansione per cui valuta e salvaguarda la sicurezza dei futuri voli sub-orbitali con passeggeri. Egli ha scritto questo articolo mentre lavorava al Surrey Satellite Technologyw10, che ha definito le missioni MoonLITE e MoonRaker. Adam ha studiato Scienze dei Materiali all’università di Oxford (Regno Unito) dove ha poi ottenuto il PhD, lavorando su materiali compositi per i motori dei jet. Durante il PhD, egli aveva l’hobby di costruire motori di razzi ed è proprio grazie a questo che ha ottenuto un lavoro prima presso la Surrey Satellite Technology e poi per la Virgin Galactic. Per maggiori informazioni su Adam, si veda Hodge (2006). Recensione La corsa alla conquista dello spazio degli anni Sessanta è stato un periodo molto affascinante ed importante per lo sviluppo di molte tecnologie; lo sbarco sulla Luna rappresentò il momento cruciale. Dopo un gap di decine di anni, si stanno nuovamente considerando piani per l’esplorazione lunare – quest’articolo considera come e perché. L’articolo può essere usato come punto di partenza per un dibattito (ad esempio sulla storia della scienza) durante le ore di scienze o di educazione tecnica. Può anche essere utilizzato nei club di scienze o in altre attività simili. Eric Deeson, Gran Bretagna
|